mostre passate
Hans Ebensperger: "Paesaggi dell'anima"
Hans Ebensperger nasce a Prato allo Stelvio nel 1929. Tra il '47 e '48 lavora come apprendista nell'atelier del pittore Max Weiler, che lo convincerà ad iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Vienna.
Nel 1951, al Kurhaus di Merano, tiene la sua prima mostra personale, nella quale l'Istituto d'Arte Grafica Albertina di Vienna acquista un acquerello per la propria collezione. Nel 1952 entra a far parte del circolo artistico viennese "Secessione". Nello stesso anno fonda insieme ai pittori viennesi Hans Fischer, Günther Bauer ed al sudtirolese Martin Pedrazza, il gruppo "Stern", un'associazione libera fondata sul pensiero visionario e fantastico-cosmico, che trova un forte riscontro nell'opera di Ebensperger. Terminati gli studi all'Accademia e trascorso un breve periodo a Venezia, sempre nel 1952 Hans ritorna in Alto Adige, a Merano, dove apre il suo atelier a Castel Rubein. Nel 1954 espone al Hofgarten di Innsbruck ed alla galleria Domenicani di Bolzano, dove esporrà successivamente anche nel 1956. Nel 1959 Ebensperger si trasferisce con la famiglia a Prato allo Stelvio, il paese natio, dove allestisce un nuovo atelier e fissa la propria base di partenza per innumerevoli escursioni a piedi o con gli sci nel gruppo dell'Ortles, la montagna che diventerà una delle maggiori fonti d'ispirazione per i suoi lavori. Negli anni seguenti esegue diversi affreschi per alberghi e case private in Val Venosta e per la cappella mortuaria e la scuola di Hochfilzen nel Tirolo del Nord.
Proprio in questi anni iniziano a manifestarsi i primi sintomi della malattia che lo accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni.
Nel 1969 organizza con Peter Fellin una mostra al Kunstpavillon di Innsbruck, alla quale non potrà però partecipare a causa del suo cattivo stato di salute. Nel suo ultimo anno di vita disegna e dipinge fino allo sfinimento, ed in ottobre e novembre espone a Bolzano e poi a Brunico.
Muore prematuramente l'11 dicembre del 1971 a soli 42 anni.
Una volta disse: "Non copio la natura, ma cerco di dipingere quello che sento, ciò che la cosa, la pietra o l'albero significa per me." In questo senso seguiva il principio di Paul Klee che sosteneva: "L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile."
Hans Ebensperger, che ha seguito la sua strada coerentemente, lontano da tutte le diverse tendenze e correnti, è un solitario nell'Alto Adige del secondo dopoguerra. Insieme a Karl Plattner è sicuramente uno degli artisti più importanti di questa generazione che ha contribuito in modo determinante a liberare l'Alto Adige dal clima tradizionale-conservatore che dominava in campo artistico e ad aprire a questa terra le porte del mondo e delle sue correnti contemporanee.